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Antiche strade di Sicilia. Da Palermo a Corleone

Il racconto di un viaggio in moto per le strade interne e i borghi più belli dell’isola.

Dopo Vandali, Saraceni e Normanni sbarca a fine settembre a Palermo l’ultima debole ondata di Turisti. Cosa penseranno nel vedere la città per la prima volta, avanzando impacciati nel traffico caotico del sabato notte?

Leonardo Sciascia, un grande conoscitore dell’animo siciliano scriveva :“L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza immaginazione?”. Penso valga lo stesso per chi abbia voglia di girarla e di conoscerla. Fermarsi alla realtà potrebbe non essere sufficiente o non del tutto soddisfacente.

Immagino quindi di viaggiare lentamente, precorrendo le strade antiche che portano a tre importanti città con sbocco sul mare: Agrigento, Catania e Palermo. Come un antico viandante che si muove nella sua isola-mondo e ne tocca i tre lati, desideroso di conoscerne la conformazione geografica, le altezze, i climi e curioso di sperimentare la diversa cucina e il diverso accento. Come accadeva prima che le auto sostituissero il carretto con i cavalli e che fossero costruite strade veloci su enormi viadotti, riducendo quel mondo di differenze a poche ore di auto da percorrere. Un pellegrinaggio moderno su una Honda Africa Twin, nell’entroterra geografico e psicologico della Sicilia riassaporando di tanto in tanto l’apertura e la vivacità delle città di mare.

Palermo-Corleone. Mi allontano velocemente dal porto sapendo bene che il traffico palermitano è un animale selvaggio che va domato al quale non si deve mai mostrare di aver paura. Mi dirigo infilandomi tra le auto al bed and breakfast prenotato poche ore prima sulla nave ma non vado a letto prima di aver fatto una passeggiata al Teatro Massimo e aver gustato una “brioscia” con gelato, alle 2 di notte! Mi devo ancora abituare a questo caldo e a questa voglia di affollare le strade fino a tardi. La mattina un passaggio veloce per l’antico quartiere arabo della Kalsa ad ammirare la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, un edificio gotico senza tetto che oggi ospita eventi musicali e teatrali dopo essere stato per lunghi anni lazzaretto, magazzino, ospedale psichiatrico e discarica. Sempre alla Kalsa, Palazzo Abatellis custodisce due capolavori: “La Vergine Annunziata” di Antonello da Messina, uno dei quadri più belli del rinascimento; e “Il trionfo della Morte”, stupendo affresco che alcuni pensano abbia ispirato Guernica di Picasso, mentre Wim Wenders ne fu tanto affascinato da costruirci intorno la trama del film “Palermo shooting”.

"Il Trionfo della Morte" Autore sconosciuto. Palazzo Abatellis, Palermo.

Per raggiungere Monreale devo inerpicarmi in direzione di Palazzo dei Normanni (uno dei più antichi parlamenti del mondo) e percorrere Corso Calatafimi. In pochi minuti parcheggio davanti alla cattedrale arabo-normanna, che visiterò durante la messa della domenica. Una breve pausa caffè in compagnia di due motociclisti del posto e riprendo la strada verso l’interno. Piana degli albanesi deve il suo nome a una comunità albanese che si stanziò in Sicilia dalla Grecia in seguito alle conquiste dell’esercito ottomano nel xv sec. Gli abitanti del paese conservano gelosamente le loro tradizioni, lingua e religione. Il barista scambia due parole in albanese con un suo collega e poi scaccia un cane randagio che mi importuna al tavolo con una tipica espressione siciliana.

Raggiungo il paese dove passerò la notte e mi lascio sorprendere dal cartello “Benvenuto a Corleone, capitale mondiale della legalità”. Il paese tristemente celebre per i boss di Cosa Nostra Riina, Provenzano e Bagarella, cerca di reagire promuovendo laboratori sulla legalità e cooperative che coltivano la terra confiscata ai mafiosi. Curiosità: i nonni materni di Al Pacino, attore nei panni di Michael Corleone nella pellicola “Il padrino” di Francis Ford Coppola erano originari di Corleone. Immaginario e realtà si confondono con il sottofondo musicale di Nino Rota…

Chiedo informazioni alle persone incontrate per strada sulla sistemazione per la notte. Apparentemente nessuno mi sa indicare una camera in affitto. Dopo qualche tentativo un simpatico signore mi indirizza verso l’unico hotel visto che nell’altro -“Ci su i nivuri”- , ci sono i neri , intendendo che è utilizzato come centro di accoglienza per i migranti. Attraverso a bassa velocità un paese devastato dalla speculazione, dalle piccole strade principali si alzano palazzi smisuratamente grandi.

Corleone

L’impressione negativa della sera, come sempre accade, viene mitigata dalla luce del mattino e quando riparto i brutti palazzi son sempre lì ma vedo anche il costone di roccia meraviglioso che costeggia al parte vecchia del paese. Un uomo coltiva la terra e posa per una foto. Si chiama Giovanni, è vestito in perfetto stile siciliano e scherza in dialetto sulla cattiva reputazione di cui gode il paese. Mi chiede di spedirgli la foto per posta.

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