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Antiche strade di Sicilia. Da Catania a Palermo.

Viaggio in moto per le strade interne e i borghi più belli dell’isola.

Catania-Castiglione di Sicilia. In una giornata di sole al rifugio sapienza (1910 mt) la temperatura scende da 30 a 13 gradi. Mi colpisce il verde intenso delle piante, il cielo terso e il mare blu vicinissimo ma soprattutto il nero delle colate laviche che dà alla zona un carattere totalmente dominato dalla natura. Tra le tante cose che mi riprometto di fare la prossima volta c’è l’escursione in jeep al cratere principale. Riparto verso Zafferana Etnea girando intorno al vulcano in senso antiorario sulla SP59. Vedo degli strani cartelli che portano il limite di velocità per le moto a 20 km all’ora in presenza di sabbie laviche. -Sabbie laviche?! Forse polvere dovuta all’eruzione.- penso mentre cerco di superare un’auto un po’ troppo lenta davanti a me. La visuale non me lo permette e rimango cautamente dietro, quando in piena curva la strada diventa quasi completamente nera, come se qualcuno avesse gettato secchi di sabbia sull’asfalto. Mantengo la traiettoria senza frenare per lo spavento, entro ed esco dalla curva con la moto che si scompone. La sabbia lavica è portata in grandi quantità sulla strada dai mezzi che percorrono le stradine secondarie per immettersi nella principale.

La meravigliosa strada provinciale 59 dell'Etna.

 La vista del mare dal vulcano Etna.

Il cratere principale.

Dopo un passaggio nella splendida Randazzo faccio una piccola deviazione per Castiglione di Sicilia, indiscutibilmente uno dei borghi più belli d’Italia. Adotto sempre la stessa tecnica per trovare un posto per dormire: percorro le vie ripide e in salita che di solito portano alla parte vecchia seguendo i cartelli per il municipio o la chiesa. Parcheggio poi in quella che reputo essere la piazza principale, una sorta di social network dove tutte le informazioni sono disponibili, basta chiedere al bar. Trovo una stanza in un albergo diffuso nell’antico quartiere ebraico. La mattina faccio la conoscenza del Capitano Vinciguerra, classe 27’. Si informa sulla cilindrata della moto, il numero di cilindri e mi parla con nostalgia della sua Guzzi Falcone rossa che ha dovuto cedere su imposizione della sua signora. Si offre di accompagnarmi a fare una visita, si tratta della sua collezione di auto. Gli scatto qualche foto all’interno dell’ex stalla dove sono parcheggiate tra le altre una Topolino e una Triumph TR4. Lascio a malincuore questo borgo che in questo periodo dell’anno, durante la frenetica attività di vendemmia, mi appare operoso e sereno.

Ritratto del Capitano Vinciguerra, classe 1927.

Castiglione di Sicilia-Gangi. Da Castiglione di Sicilia prendo la strada statale 120 anche conosciuta come strada dei Quattro parchi visto che lambisce il parco delle Madonie e attraversa il parco dei Nebrodi, il parco fluviale dell’Alcantara ed il parco dell’Etna. Prima di dirigermi verso Troina faccio una deviazione per il parco delle Madonie, non sono mai salito su queste montagne. L’odore di pino e i pascoli con la vista sull’Etna hanno un gusto molto diverso da quello che ho sempre riconosciuto come siciliano. –Oggi a Cesarò c’è la sagra del maiale nero!- mi ripetono tutti quelli che incontro. Non mi lascio convincere e proseguo per Troina, il cui nome mi ha sempre evocato le foto di Robert Capa fatte in Sicilia nel ‘43 durante lo sbarco degli americani. In particolare una che ha sempre avuto Troina nella sua didascalia e rappresenta quel contadino siciliano con calzari e vestiti tradizionali, un folletto alto forse un metro e dieci, che mostra a un giovane soldato americano la direzione presa dai tedeschi.

La strada si fa piena di curve e molti tratti franati sono stati riempiti con la terra ma non asfaltati. È tuttavia bella e comoda e mi piace molto l’idea di mettere le ruote sulla terra battuta.

La SS120 nei pressi di Troina.

Trovo facilmente una sistemazione a Gangi, un altro borgo stupendo diventato molto noto per la vendita di case a 1 euro, a patto di impegnarsi a ristrutturarle a dovere. Questa politica ha avuto il risultato di ridurre la disoccupazione e far conoscere il borgo in tutto il mondo, che insieme all’elezione di borgo più bello d’Italia nel 2014 e all’interessamento delle televisioni ha portato a un vero successo. Facoltosi turisti si innamorano del paese e si aggiudicano antiche residenze pagate a prezzo di mercato. La politica delle case a un 1 euro si è rivelata una grande trovata pubblicitaria.

Gangi(Pa)


Tetti di Gangi(Pa).

Gangi-Palermo. Su indicazione di Pino, il barista di Gangi, mi rimetto sulla statale 120 che abbandonerò per andare verso Cefalù sapendo che questa è la mia ultima giornata di viaggio. Dopo aver sfiorato il parco dei Nebrodi oggi tocca alle Madonie. La stupenda e tortuosa SS286 mi ricorda con frequenti cartelli che è stata parte del tracciato della Targa-Florio. La mente è leggera mentre volo tra gli ulivi in una danza di curve che mi fa apprezzare questa Africa anche nel misto stretto. Nessun centro abitato da attraversare solo verde, odore di pino e tanti ulivi che guardano il mare di Cefalù. La cittadina è chiusa al traffico, faccio una breve sosta per visitare il Duomo e poi in marcia verso Palermo. Termini Imerese, con il suo polo chimico su un mare bellissimo, Trabia, Bagheria e finalmente Palermo.

Piazza Garraffello alla Vucciria,Palermo.
Piazza Garraffello alla Vucciria,Palermo.

C’è un posto a Palermo che io amo molto: la Vucciria. Il nome di questo antico mercato centrale (parte da Via Roma), deriva dalla parola Bucceria, dal francese boucherie, macelleria, si praticava infatti in origine il macello degli animali e il mercato della carne, fu trasformato successivamente in quello del pesce e delle verdure. In palermitano Vucciria vuol dire confusione, e questo caos sembra essere continuo. Le chiacchiere del popolo della notte che affollano le vie e la Piazza Garraffello, bevendo e mangiando prelibatezze preparate per strada, si affievoliscono solo all’arrivo dei venditori alla mattina presto. Inizia il teatro di suoni e di colori rappresentato nel famoso quadro di Guttuso “La Vucciria” (visibile a Palazzo Steri a Palermo) dove le figure umane circondate dalla cruda realtà delle carni macellate si armonizzano con i colori, i sapori e i piaceri della cucina siciliana e della vita. Ancora una volta la Sicilia è il luogo dell’immaginazione, del piacere e del dolore.

 

 

Itinerario e informazioni utili.

A – B  Palermo – Corleone

B – C Corleone – Aragona

C – D Aragona – Piazza Armerina

D – E Piazza Armerina – Catania

E – F Catania – Castiglione di Sicilia

F – G Castiglione di Sicilia – Gangi

G – H Gangi – Palermo

Dove dormire, dove mangiare:

Palermo. B&B “A To Casa” , Via Mariano Stabile 118b. Pasticceria Spinnato. Ristorante “Il piccolo Napoli”, specialità pesce, zona Borgo Vecchio.

Piazza Armerina (EN). B&B “La dimora del Conte” Via Roma, 67, 94015 Piazza Armerina EN. Ristorante “Amici miei” Largo Capodarso 5.

Catania. B&B “Tre vie apARTment” Via Garibaldi 212 a due passi da piazza del Duomo, consigliatissimo. www.3vie.eu

Castiglione di Sicilia (CA). Cento Tarì Guest House. Via Regina Margherita 28. www.centotari.com

Gangi (PA). B&B “Casa e putia” Corso Vitale 113.

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